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SPECIALE: Come Prevenire un Arresto Cardiaco

Questo report e' stato creato da Decreto Sanita' per informarti sui rischi dovuti all'arresto cardiaco


Lo chiamano improvviso, ma l’arresto cardiaco non è così imponderabile, nel senso che la metà di coloro che ne sono interessati ha veri e propri sintomi premonitori già a partire da un mese prima che l’evento si verifichi. Da mancanza di fiato a dolore toracico, da vertigini a svenimenti e palpitazioni.

Lo dimostra uno studio presentato al meeting della American Heart Association da Eloi Marijon del Cedars-Sinai Institute di Los Angeles. La ricerca è parte del progetto:” Oregon Sudden Unexpected Death Study”, della durata di 11 anni e che ha coinvolto complessivamente un milione di individui di sesso maschile.

L’Arresto cardiaco è un evento che si verifica quando il cuore si ferma, all’improvviso, appunto, per un "guasto" al suo sistema elettrico. Gli esperti hanno riscontrato che oltre la metà (53%) di coloro che, tra i partecipanti, erano sopravvissuti ad un arresto cardiaco improvviso, aveva avuto nelle 4 settimane precedenti diversi sintomi: Il 56% dolore toracico, il 13% mancanza di fiato, il 4% vertigini, svenimenti e palpitazioni. Quasi l’80% dei sintomi premonitori si erano presentati tra quattro settimane e un’ora prima dell’evento.



Testimonianze


Yanlue Wang 44 anni

Da subito aveva espresso il desiderio di incontrare i suoi soccorritori. Il signor Wang di 44 anni e suo figlio hanno infatti abbracciato Sirrao, Di Carlo e Marino ed ha consegnato loro una medaglia ricordo. Un momento di grande commozione coronato da un applauso scrosciante. E’ la prova provata di cosa possa voler dire avere un centro cardio protetto.

Pietro P. 64 anni

"Sebbene l’ambulanza sia intervenuta presto sul posto - racconta la figlia dell’uomo Laura.P.: se mio padre è salvo e può raccontare l’accaduto è in gran parte grazie a Carlo Alberto e soprattutto Pierfrancesco P. Hanno evitato a mio padre una morte certa o comunque un’invalidità permanente. Sulla base di quanto accaduto è doveroso sensibilizzare le persone sull’importanza della presenza del defibrillatore sul nostro territorio, assieme a persone con un’idonea preparazione al suo utilizzo".

G. B. 38 anni

"Quando sono caduto in terra la mia amica, un’infermiera, ha subito capito il dramma. Mentre aspettavano l’ambulanza hanno continuato a massaggiarmi il cuore, poi è arrivatoil defibrillatore e i volontari laici. Dopo 5 scariche lo hanno fatto ripartire. Tutto quello che ricordo è di essermi svegliato in ambulanza quasi all’ospedale di Piacenza. Giunti al pronto soccorso ho riconosciuto una persona del mio Paese, poi ho parlato conil medico. La mia memoria è un po’ a frammenti".



La Soluzione : Un defibrillatore Semiautomatico

Quale scegliere?

Era da qualche tempo che avevamo in preventivo di acquistare uno di quei defibrillatori che tanto stanno sulla bocca di tutti, ci siamo quindi cimentati in un’appassionata ricerca, per valutare quale tra i tanti modelli e marchi potessero fare al caso nostro e dei nostri utenti senza incappare in fregature. Dopo una scrematura iniziale dei siti meno interessanti, siamo arrivati ad un numero ristretto di possibilità, ora era da valutare Prezzo , facilità di utilizzo e prestazioni tra le clausole d’acquisto;

Tuttavia non volevamo arrivare a ritirare il nostro pacco regalo inviatoci da qualche strana azienda che , in caso di necessità non ci avrebbe neppure risposto al telefono. Quindi abbiamo preso in considerazione solo le aziende che non trattassero solo la vendita, ma tutto ciò che ci gira intorno.

In sostanza ad attirare la nostra attenzione c'erano : la Philips con il suo heartsine, la Cardiac science con il Powerheart Aed G3 plus, La Defibtech con il LIFELINE AED, La Samaritan con l'heartsine samaritan e il Rescue Sam della Progetto.

Per ciò che riguardava i prezzi l’oscillazione era di un massimo di 100/150 euro fra loro, andava quindi capito il perché;

Quale fra loro era in grado di fornire le prestazioni migliori?.


QUALCHE DUBBIO IN MENO : CERTIFICAZIONE FDA

Nei giorni in cui ci siamo cimentati con la ricerca, abbiamo visto che molte tra le più o meno quotate marche di defibrillatori abbiano ricevuto richiami o "Recall" dal FDA* Statunitense a causa di malfunzionamenti durante i tentativi di salvataggio e non; tra i marchi citati ne comparivano ben tre di quelli che avevo in precedenza selezionato tra i papabili per il mio acquisto. Ad esser messe in causa le note la Cardiac science, la Samaritan e più recentemente la Philips con lo sconcertante primato di recalling di 700.000 macchine con possibili malfunzionamenti.

*FDA (Food and Drug Administration), Istituto che rilascia sul territorio Statunitense le certificazioni ai prodotti medicali ed effettuarne i controlli specifici in questo campo ed evitare che dette apparecchiature possano creare danni alla salute dei consumatori.

IL RUSH FINALE

Insomma ne rimanevano in lista due soltanto, L’Americana Defibtech con il Lifeline AED e la Progetto con Rescue Sam.

Ora il nostro obbiettivo era non solo l’affidabilità del prodotto, quanto l’azienda che avrei trovato alle sue spalle.

  • Lifeline AED: Batteria durata 7 anni, 300 shock, presente e considerato il più performante nella lista FDA, definito come il più resistente ad urti ed intemperie e per questo utilizzato anche in campo militare, autotest giornaliero, settimanale e mensile, peso stimato in 2 kg Importato ufficialmente dalla Sunnext che lo fornisce con 8 anni di garanzia.

  • Rescue Sam: Batteria durata 5 anni, 200 shock, prodotto dalla Progetto, non presente nella lista FDA, autotest giornaliero, 2,2 kg di peso.

LA SCELTA

Alla fine abbiamo deciso, a spuntarla è stato il Lifeline AED. Ha dimostrato di esser davvero il più performante ed oltretutto, la Sunnext da azienda seria, ci ha seguito dal principio all’acquisto e nel post vendita per il corso di formazione e la manutenzione; e come se non bastasse con uno sconto che in pochi si sarebbero permessi di fare.

Non rimpiangiamo la nostra scelta, e spero serva da monito per molti altri.

Buon Defibrillatore a tutti.

La Direzione

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Commenti
da Marco: Io ho un caro amico che si è salvato grazie al defibrillatore... A lui è capitato di sentirsi male mentre giocava a pallone. Fortunatamente quel centro sportivo aveva un defibrillatore e l’hanno salvato così. Adesso sta bene.
da Filippo: Un tizio che abitava dalle mie parti non ce l’ha fatta invece.. Non so se il defibrillatore avrebbe potuto salvarlo, ma a giudicare da quello che mi hanno detto pare di si... Ma se è così utile, perché non lo mettono dappertutto??
da Marina: Beh ragazzi, io non so se in tutti i casi il defibrillatore salvi le persone, però una cosa è certa. Una persona in arresto cardiaco è una persona MORTA! , quindi l’intervento del defibrillatore non può che migliorare la situazione... non può certo ucciderla 2 volte!! ;) ;) ;)
da Marco: Beh Marina, non si può certo darti torto.. Infatti è quello che dissero in occasione del salvataggio di questo amico.. Non poteva ucciderlo più di quanto non stesse facendo l’arresto cardiaco.. di fatto l’ha resuscitato!! ;)
da Jessi: C’è anche da dire che non tutti i defibrillatori sono uguali.. Pensate che non molto tempo fa, alcuni tra i più noti marchi di defibrillatori hanno dovuto mandare indietro molte macchine per possibili malfunzionamenti. Tra i tanti il prodotto Philips ha ricevuto un richiamo di 700.000 macchine.
da Marco: Ho sentito di questa notizia.. in realtà me ne parlò un amico quando ero intenzionato a comprarne uno. La FDA; così si chiama. E’ una specie di azienda che effettua controlli su tutto, defibrillatori compresi ..” tipo controllo qualità”.. Ma non era solo la Philips: avevo sentito anche della cardiac science tra quelle famose.
da Jessi: Si esatto;) ;).. Praticamente pare che l’unico defibrillatore su cui non si sia mai potuto dire nulla è il lifeline aed, quello americano.
da Stef8: Insomma non sono tutti la stessa cosa.. Bene a sapersi ragazzi, Almeno, dovesse capitarmi di prenderne uno sceglierò con cura.. Dopotutto serve per salvare vite, con certe cose non si scherza. Ma sto lifeline Americano?? lo vendono anche in Italia??
da Jessi: Si si, Stef8, lo vendono eccome.. E ovviamente parla in Italiano. ;) ;).. Il centro sportivo del mio Paese ne ha uno.. Se vuoi mi informo per vedere dove l’hanno preso.. ;) ;).

 

Da un lato c’è chi tira al risparmio nell’acquisto, ma non è corretto perché il defibrillatore non è la macchinetta del caffè. Deve avere garanzie di efficienza, efficacia e sensibilità che devono essere rispettate. Quindi occorre prendere un apparecchio di marca affidabile, che siano anche in linea, magari, con un eventuale progetto in corso nel territorio in cui lo strumento sarà impiegato.
- Corriere della Sera

La missione è di «dotare progressivamente la città, attraverso una serie di progetti pilota con le società partecipate (farmacie comunali, Sea, Mm, Atm ed altre) di una presenza capillare di defibrillatori, nei mezzanini della metropolitana, alle fermate dei mezzi pubblici di superficie, nelle stazioni, negli aeroporti, nelle farmacie e nelle edicole». Questi strumenti sono stati già messi a disposizione di 23 impianti sportivi di Milanosport. «Se utilizzati entro pochi minuti - spiega Landi -, possono consentire un 50 per cento di salvataggi, contro una media italiana del 3 per cento». I progetti saranno realizzati in collaborazione con l’Azienda regionale emergenza urgenza. Sono previsti corsi di formazione per l’impiego dei defibrillatori destinati agli addetti Atm, al personale delle stazioni e degli aeroporti e ai farmacisti. Sino ad arrivare a corsi aperti a tutta la cittadinanza.
- Libero

"L’arresto cardiaco dell’atleta in campo e non solo, se non risolto con una rianimazione - defibrillazione in tempi brevissimi porta alla morte”; Il punto è la disponibilità, dove si svolge lo sport, di defibrillatori semiautomatici esterni chiamati DAE con personale abilitato".
- La Gazzetta dello Sport